Come si svolge?
Le prime fasi di conoscenza vengono definite consulenza, in cui la situazione viene inquadrata e compresa nella sua globalità, per poi considerare l’opportunità o meno di un percorso che verrà discusso e condiviso con il ragazzo e i genitori, con l’obiettivo di affrontare aspetti specifici della situazione dell’adolescente.
Perché chiedere una consulenza per i propri figli?
Quando, da genitori, ci si rende conto che il proprio figlio sta attraversando un periodo difficile, oppure si osservano comportamenti ed atteggiamenti inconsueti e che possono mettere in crisi l’equilibrio familiare nelle relazioni tra genitori e figli, o lo svolgimento delle attività quotidiane, per esempio l’andamento scolastico, può essere utile provare a capire cosa nostro figlio sta cercando di esprimere e comunicare. La consulenza aiuta i genitori a trovare gli strumenti e le modalità per gestire una fase di cambiamento quale è l’adolescenza, ma anche a far fronte a situazioni conflittuali nella relazione con i figli, o anche a comprendere come aiutare e stare accanto ai figli adolescenti nelle difficoltà che questi ultimi possono incontrare.

La consulenza per i genitori rappresenta un percorso utile per chi sperimenta difficoltà quali:

  • difficoltà nella gestione dei figli
  • confusione nei ruoli genitoriali
  • situazioni di tensione coniugale, separazioni o divorzi
  • avvenimenti che coinvolgono e influenzano uno o più membri della famiglia.

La consulenza psicologica e la psicoterapia con l’adolescente rappresentano un percorso utile per chi sperimenta difficoltà, come quelle di seguito descritte.

  • Vissuto generale di insoddisfazione rispetto a sé; non sono contento di me, di come affronto la mia quotidianità
  • Momenti di crisi legati a avvenimenti specifici; Cambiamenti, lutti, ingresso all’università
  • Difficoltà nelle relazioni con i coetanei; Sono a disagio con gli altri, ho paura del giudizio altrui, evito di esprimermi e espormi, mi arrabbio con tutti, mi sembra di non essere considerato molto dagli altri, non riesco ad avere degli amici, non sto più bene con gli amici di sempre
  • Difficoltà nella relazione con i genitori; Non mi sento ascoltato, capito, non sanno quello di cui ho bisogno, mi trattano come un bambino
  • Disagio rispetto al proprio corpo: Non mi piaccio, mi sento brutto, ho un difetto che non accetto, voglio dimagrire, sto molto attento alla mia alimentazione
  • Dubbi sulla propria identità sessuale: Non so se sono attratto dalle ragazze o dai ragazzi, faccio pensieri sulle persone del mio stesso sesso
  • Difficoltà e fatiche legate alla scuola: Non mi importa nulla della scuola, non riesco a esprimere le mie capacità
  • Crisi rispetto al proprio progetto futuro: Non so cosa voglio, dubbi rispetto al percorso di studi
  • Ansie e paure: Mi blocco quando devo esprimermi o espormi, ho il terrore dei giudizi altrui
  • Ossessioni: Non riesco a non pensare o a non fare queste cose che mi vengono in mente senza che io possa controllarle
  • Gesti autolesivi: Mi ferisco

PSICOTERAPIA DI GRUPPO
Il confronto con gli altri
La psicoterapia di gruppo consiste in una terapia che coinvolge contemporaneamente più persone in uno stesso spazio coordinate da uno/due terapeuti.
L’ obiettivo, come nella terapia individuale, è quello di arrivare ad una maggiore conoscenza di se stessi superando quei blocchi che hanno e stanno causando una sofferenza.
Inizialmente il confronto con gli altri, l’imbarazzo di raccontare agli altri il proprio malessere e la difficoltà che si incontra nell’ascoltare altre storie di vita possono fare paura.
Con il tempo, però, tutte queste emozioni, sensazioni e pensieri si trasformano in punti di forza che porteranno ad un cambiamento della persona a livello individuale e interpersonale.
Tipologie di gruppi
Oltre alle consuete differenze date dall’orientamento teorico dello psicoterapeuta di gruppo(psicodinamico, sistemico-relazionale, di analisi transizionale, ecc.) esistono diverse tipologie di gruppo:
Gruppi chiusi/gruppi aperti: nei gruppi chiusi il lavoro ha una data di inizio ed una di fine prestabilite, alle quali tutti i partecipanti devono attenersi. Nei gruppi aperti le persone hanno la possibilità di inserirsi nel gruppo ed uscirne quando lo desiderano.
Gruppi omogenei/gruppi disomogenei: i gruppi omogenei sono formati da persone che presentano uno stesso problema, in quelli disomogenei, invece, ci sono persone con problematiche diverse.

MEDIAZIONE FAMILIARE
La Mediazione Familiare è un percorso che permette ai coniugi di riorganizzare le relazioni familiari in vista o in seguito alla separazione o al divorzio aiutandoli a trovare accordi positivi per sé e per i figli, in modo da collaborare in maniera soddisfacente superando modalità relazionali caratterizzate da conflitti più o meno attuali, rivendicazioni, colpevolizzazioni reciproche. La Mediazione Familiare attiva la responsabilità e l’autonomia personale dei genitori nel prendere le decisioni che definiranno aspetti della nuova realtà di vita con i loro figli. Questo percorso può essere offerto a genitori divorziati, separati, che hanno necessità di rivedere gli accordi della propria separazione affinché risulti più soddisfacente per sé e per i figli, e alle coppie che intendono separarsi, affinché la separazione possa essere portata a termine trovando accordi che permettano l’esercizio della comune responsabilità genitoriale e il benessere dei figli. In mediazione familiare è possibile raggiungere accordi relativi al come comunicare la decisione ai figli e alla famiglia allargata, al calendario settimanale dei figli, alla divisione dei beni comuni, al progetto educativo condiviso, agli incontri con i nuovi partner o le famiglie d’origine.

LA CONFLITTUALITA’
La capacità di affrontare i conflitti è una delle più importanti conquiste della coppia.
Nelle coppie in crisi l’incapacità di confliggere si può esprimere in due modalità: la presenza di una conflittualità forte e continua oppure l’assenza di conflittualità.
Lo psicologo statunitense John Gottman, dell’Università di Washington, dopo anni di ricerche sulle relazioni di coppia, evidenzia come una conflittualità eccessiva sia connessa alla presenza di quattro elementi: la critica generalizzata che investe ogni azione fatta dall’altro; il mettersi sulla difensiva ogni volta che l’altro fa un’osservazione e questo atteggiamento porta a negare ogni responsabilità nelle situazioni; il disprezzo verso quanto dice o fa l’altro, espresso attraverso sarcasmo, derisione, scherno; il muro di gomma, ovvero il “finto sordo” che reagisce con indifferenza alle obiezioni mosse dal partner.
Al contrario invece, le coppie stabili, gestiscono i propri litigi accompagnandoli con scuse, umorismo o gesti che rinsaldano l’armonia. In queste coppie infatti, i partners hanno più frequentemente atteggiamenti che esprimono conferma verso l’altro, comportamenti riparatori dopo le discussioni, gesti che evocano affettività e intimità.
Se è vero che una forte e continua conflittualità è negativa per una serena vita di coppia, nemmeno l’assenza di conflittualità è un sintomo positivo: nei momenti di conflittualità ci si confronta, si immette nel sistema relazionale la propria diversità, si arricchisce la vita di coppia di elementi di originalità senza i quali la vita diviene ripetitiva e perciò noiosa, o quantomeno poco interessante. La curiosità nei confronti del pensiero dell’altro si affievolisce e di conseguenza anche l’interesse – anche sessuale – lentamente svanisce.
In questi casi, la consulenza di coppia può aiutare i coniugi a sviluppare nuove modalità di confronto bloccando il ripetersi di strategie comunicative inadeguate e distruttive che, protraendosi nel tempo possono portare ad un deterioramento delle energie della coppia.

IL TRADIMENTO
Uno degli eventi critici che possono scuotere più drammaticamente la stabilità di una coppia è il tradimento. Esso può generare una rottura causata dalla sensazione che sia stato infranto il patto di alleanza che i due partner hanno costituito tacitamente all’origine della loro storia. Il tradimento attiva profondi dubbi sia nei confronti del partner che rispetto al progetto di coppia fino ad allora condiviso. Scoprire di essere stati traditi, inoltre, amplifica un senso di insicurezza, di inferiorità e, spesso, di ossessività nella persona tradita.
Chi è tradito si chiede incessantemente “perché” il partner abbia inflitto un tale dolore ma è difficile riuscire a trovare da soli una risposta adeguata a tale quesito.
La consulenza di coppia può rappresentare un valido supporto per aiutare la coppia a trovare una risposta a questa domanda.
Dall’analisi della storia della coppia, emerge infatti di frequente che il tradimento è il risultato di un malessere profondo che si è instaurato nella coppia molto prima che si verifichi questo incidente. Tradire l’altro è un modo per reagire al malessere, una maniera di esprimere la volontà di cambiare le cose. Il tradimento sembra rappresentare l’unico modo che è stato possibile trovare all’interno della coppia per comunicare i vissuti di disagio, di stress e di malcontento presenti tra i coniugi.
Da questo punto di vista il tradimento può costituire un’occasione che, per quanto dolorosa, permette di affrontare tematiche lasciate in sospeso da lungo tempo e che riguardano le aree più complesse della relazione di coppia, quali la comunicazione, la complicità, il sostegno reciproco, l’intimità sessuale ed emotiva.
La consulenza di coppia, può fornire un adeguato spazio di contenimento ed elaborazione dei molteplici fattori che hanno prodotto la crisi di coppia. Un tale percorso può rivelarsi utile sia nel caso in cui la coppia decida di restare insieme, sia nel caso in cui decida di salutarsi ed imboccare strade diverse.

LA SESSUALITA’
La sessualità è un importante indicatore del benessere individuale e della coppia. Il modo in cui si vive la sessualità offre importanti chiavi di lettura per comprendere a fondo se stessi e la relazione con il nostro partner.
La sessualità non è un elemento statico, essa cambia e si evolve nel tempo cosi come cambia anche il rapporto tra i due partner.
Solitamente all’inizio la coppia condivide momenti per lo più piacevoli ma con il passare del tempo gli ambiti di condivisione aumentano e con esse anche le problematiche che ne conseguono; queste possono riflettersi nell’intimità e nel desiderio che accende la passione.
Una delle problematiche più frequenti è rappresentata dal calo del desiderio che può essere influenzato da molteplici fattori: conflitti interni alla coppia, problemi emotivi non risolti, riuscire a mantenere l’atmosfera giusta nella stanza in cui ci si trova e nella testa, l’ansia da prestazione, la perdita di attrazione fisica, influiscono tutti nel determinare la piacevolezza di un rapporto.
Un’altra problematica può essere rappresentata dall’anorgasmia ovvero incapacità di raggiungere l’orgasmo che può scoraggiare dall’avere rapporti sessuali in quanto si perde la motivazione e il piacere di farlo.
Altre difficoltà sessuali si possono manifestare attraverso il vaginismo (contrazione della muscolatura vaginale, come conseguenza del timore della penetrazione) e l’eiaculazione precoce (si tratta una persistente e ricorrente eiaculazione in seguito a stimolazione sessuale anche minima, prima durante o con la penetrazione, sempre prima che il soggetto possa definirsi soddisfatto).
Esclusa la presenza di una patologia organica che causi una disfunzione sessuale, è importante rivolgersi ad un esperto per far sì che si vadano a sciogliere i nodi che impediscono di vivere una vita sessuale piacevole e soddisfacente.
Il non affrontare il problema o fingere che non esista, rafforza il rancore nei confronti del partner che soffre del disturbo, nel quale si innesca un meccanismo di evitamento che crea un circolo vizioso molto dannoso per la coppia.
La consulenza di coppia permette di esplorare i pensieri, i sentimenti e i significati che interferiscono con una soddisfacente relazione sessuale. Le problematiche sessuali diventano un’opportunità per affrontare i nodi relazionali ed emotivi della coppia e di ognuno di partner e per ricominciare a crescere come individui e come coppia.

CONSULENZA SESSUALE
Spesso si prova imbarazzo, confusione, ansia o vergogna quando si hanno domande o preoccupazioni sulla propria sessualità o sulle relazioni sessuali. Tali sentimenti possono causare blocchi, difficoltà o paure nei confronti del proprio corpo e delle relazioni intime con l’altro. Parlarne con un esperto è fondamentale per capire quello che sta succedendo.
Il benessere sessuale è parte integrante del benessere di una persona. La sessualità deve essere piacevole perché deve portarci ad avere voglia di stare accanto all’altro. La sessualità, se coltivata, è un aspetto potente per mantenere viva l’unione.
Nella storia della coppia la sessualità può subire una significativa trasformazione che richiede alla coppia nuovi adattamenti. Le difficoltà quotidiane, il passare degli anni, il diventare genitori, la routine, ecc, rischiano di trasformare la sfera erotica da terreno di piacere reciproco a luogo di sofferenza e frustrazione.
La consulenza sessuale è un’attività di sostegno che permette di aiutare, individualmente o in coppia, le persone in difficoltà a capire cosa sta succedendo in loro per cambiare gli stili di vita disfunzionali in stili di vita soddisfacenti.
L’obiettivo della consulenza sessuale è chiarire, rompere stereotipi e confrontarsi per aiutare all’interno di una relazione collaborativa.

Disturbi sessuali:

  • Disturbo del desiderio sessuale (Desiderio ipoattivo: insufficienza o assenza del desiderio di attività sessuali o di fantasie sessuali; Avversione sessuale: evitamento del contatto sessuale genitale con il partner sessuale);
  • Disturbi eccitazione sessuale (Frigidità e Impotenza);
  • Disturbi dell’orgasmo (Persistente o ricorrente ritardo, o assenza, dell’orgasmo in seguito ad una fase normale di eccitazione sessuale);
  • Disturbi da dolore sessuale (Dispareunia e Vaginismo);

Disfunzioni sessuali:

  • Parafilie ( Feticismo, Esibizionismo, Pedofilia Masochismo sessuale, Sadismo sessuale, ecc.

ACCOMPAGNAMENTO ALLA SEPARAZIONE
Quando una coppia decide di separarsi affronta una crisi, un cambiamento che coinvolge anche tutte le persone con cui questa coppia convive: figli, famiglie d’origine, amici … Oltre alla propria sofferenza ci si ritrova a gestire delle responsabilità e delle relazioni a volta paradossali.
Spesso si perdono di vista i figli, che diventano strumento di difesa o di “vendetta”, anche per chi, vedendo queste situazioni dal di fuori ha sempre pensato fossero “cose dell’altro mondo”.
Lo studio propone un percorso rivolto a quei genitori che hanno deciso o stanno affrontando una decisione di separazione. Il percorso si propone di fornire un supporto e gli strumenti funzionali ad affrontare tale decisione, sia quando questa è già presa che quando può trasformarsi in un ricongiungimento.

L’ALTRO GENITORE. LE FAMIGLIE RICOMPOSTE
Si chiamano famiglie “ricomposte” o “ricostituite” le famiglie composte da partners che escono da precedenti matrimoni o convivenze e che decidono di ricostruirsi una famiglia con un nuovo compagno/a, portando con sé i figli nati dal precedente legame.
Queste famiglie presentano caratteristiche complesse legate ai diversi ruoli ricoperti dai vari componenti e dai nuovi vincoli: viene a mancare la naturale complicità figli “contro” genitori, la gerarchia appare maggiormente sfumata a favore della differenza tra il “potere” dell’adulto genitore e del non genitore; emergono relazioni tra figli che vivono con il genitore convivente e quelli che vivono prevalentemente con l’altro genitore. Da non sottovalutare anche il ruolo dei nonni.

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